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Uisp su Corriere della Sera-BN: "Il valore è il percorso non le medaglie"

Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, interviene nell'approfondimento curato da Giulio Sensi dal titolo “Se lo sport non è per tutti”

 

Dal 6 al 15 marzo i grandi eventi sportivi in Italia proseguono con i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026: a cinquant'anni dalla prima edizione delle paralimpiadi invernali a Örnsköldsvik, in Svezia, l'evento torna in Italia. Sono attesi 665 atleti ed atlete, e le medaglie da assegnare saranno 79. Le competizioni si svolgeranno in quattro località: Milano, Verona, Tesero e Cortina D'Ampezzo. La cerimonia di apertura è in programma venerdì 6 marzo: ma se i Giochi paralimpici per le persone con disabilità sono l'approdo ai massimi livelli della pratica sportiva, Giulio Sensi dalle pagine di Corriere della sera-Buone Notizie ci ricorda che ciò che conta è il percorso.

Impegnarsi nelle attività motorie per le persone che vivono situazioni di limitazioni funzionali dà benessere, favorisce la socialità e rafforza l'autonomia. Lo sport è sempre più praticato dalle persone con disabilità: secondo gli ultimi dati disponibili quelle con limitazioni gravi che lo fanno sono l'11%, quelle con limitazioni meno gravi il 23,4%. Una quota rilevante se si considera la fatica e l'impegno necessari a fare attività motoria per 3 milioni di persone e che bisogna cominciare presto, in età giovanile, fin dalla scuola dove sempre più bambini con disabilità devono essere guidati e supportati nell'attività motoria. 

Nell’approfondimento uscito nell’inserto al quotidiano di martedì 3 marzo, dal titolo “Se lo sport non è per tutti”, il giornalista chiama in causa le diverse realtà che costituiscono il sistema sportivo italiano, dal Cip-Comitato italiano paralimpico allo sport sociale, fino all’associazionismo di terzo settore.

Al centro ci sono le persone con le loro differenze - dice Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - che per noi sono state sempre un valore e non un limite. Sono persone e non vogliamo ghettizzarle. Il numero ufficiale che passa dalle classificazioni esistenti è piccolo, c'è ancora tanta strada da fare. Il nostro approccio è creare le condizioni al meglio delle nostre possibilità. Con questa lente guardiamo alla Paralimpiade: il valore non sta solo nelle medaglie ma nel percorso”. L’articolo ricorda che l’Uisp, tra le altre cose, promuove da anni Matti per il Calcio, la rassegna calcistica nazionale del Dipartimenti e dei Centri di salute mentale. 

La Paralimpiade di Milano Cortina è la vetrina, ma la pratica sportiva nasce dal basso. “Ci ricorda - dice Vincenzo Falabella, presidente di Fish-Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie - che lo sport non ha barriere. Le Paralimpiadi non sono solo eventi sportivi di alto livello, ma veri e propri catalizzatori culturali e sociali per ispirare la società a promuovere inclusione e partecipazione attiva fin dalla giovane età”. 

L'impegno per le persone con disabilità nasce a scuola e gli ostacoli da superare sono molti: l'accessibilità degli impianti, la presenza di istruttori adeguatamente formati, la disponibilità e il coraggio delle famiglie di spingere i più giovani verso lo sport. Il Comitato italiano paralimpico (Cip) è l'ente pubblico che disciplina, regola e gestisce le attività sportive agonistiche ed amatoriali per persone con disabilità. “I Giochi paralimpici rappresentano l'approdo ai massimi livelli della pratica sportiva - afferma il presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis - ma ciò che conta davvero è il percorso, non solo il traguardo. Come Comitato, il nostro obiettivo prioritario per i prossimi anni è abbattere le barriere culturali e fisiche partendo proprio dalla scuola e dal territorio”. Il Cip ha l'obiettivo di accrescere l'impegno negli istituti scolastici: negli anni ha sviluppato convenzioni con istituti di vario ordine e grado oltre che con 20 atenei, anche per far crescere il numero di persone con disabilità tesserate che sono solo 30 mila a fronte di 1 milione totale tra i 6 e 40 anni. 

Le discipline sportive paralimpiche si stanno diffondendo e moltiplicando: le varie forme di ginnastica, il ciclismo, l'atletica leggera, nuoto, il golf, il calcio, il rugby e il basket in carrozzina, il sitting volley solo per citarne alcune. Gli sport su ghiaccio contano su 74 tesserati nelle 8 società di hockey sul ghiaccio e wheelchair che hanno partecipato ai campionati nazionali e tra cui sono stati selezionati i partecipanti alla Paralimpiade. Apparentemente sono poco praticati, ma molto se si considerano i pochi territori dove è possibile e la perseveranza e resistenza che richiedono. Gli altri sport paralimpici invernali hanno 361 società affiliate e 505 tesserati. La presenza delle atlete donne è inferiore a quella degli uomini: 54 a fronte di 247.